
Perché in mare si parla di “nodi”?
, di Leonardo Barattini, 1 tempo di lettura minimo

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In nautica, il termine “nodo” non indica solo un intreccio di cima, ma anche la velocità dell’imbarcazione. Questa espressione nasce da un antico metodo usato dai marinai per misurare l’andatura della nave contando i nodi di una cima lasciata scorrere in acqua. Ancora oggi, 1 nodo corrisponde a 1 miglio nautico all’ora.
Nel mondo della nautica la parola “nodo” ha un doppio significato, e non tutti lo sanno. Non indica solo il modo in cui si intreccia una cima, ma anche l’unità di misura della velocità in mare. L’origine di questo termine risale ai tempi in cui i marinai calcolavano l’andatura della nave con un sistema molto semplice ma ingegnoso: utilizzavano una cima con nodi fatti a distanza regolare che veniva lasciata scorrere in acqua per un determinato intervallo di tempo. Contando quanti nodi passavano, riuscivano a stimare la velocità dell’imbarcazione. È proprio da qui che nasce l’uso del termine ancora oggi. In pratica, 1 nodo corrisponde a 1 miglio nautico all’ora, cioè circa 1,852 chilometri orari. Una piccola curiosità che racconta bene quanto la tradizione marinaresca sia ancora presente nel linguaggio nautico di tutti i giorni.